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venerdì 4 ottobre 2013

Gran Sasso,Direttissima al Corno Grande





Sono trascorsi ben nove anni (Ottobre 2004) dalla mia prima volta sul Gran Sasso dalla Direttissima. In realtà, la mia intenzione era quella di raggiungere il tetto dell’Appennino per la via normale in solitaria,ma come di sovente accade da queste parti si condivide la salita con qualcun altro,solitario o gruppo che sia incrociato lungo la via. In tal modo,insieme a Francesco del Cai di Rieti realizzai l’ascensione alla Vetta Occidentale.


La “Via Direttissima”,è un itinerario decisamente alpinistico su roccia e sentieri in alcuni tratti piuttosto impegnativi con passaggi di I e II grado,e un tratto di III. E’ sicuramente la più spettacolare tra le vie di accesso alla Vetta Occidentale del Corno Grande (2912m).




Giungo anche stavolta da solo a Campo Imperatore,famosa località a quota 2100 m alle 7.45 del 28 Settembre direttamente dalla Calabria sperando che la giornata sia buona e che il “poco nuvoloso”previsto per il primo pomeriggio non sia qualcosa di più serio. Prima di me partono altre cordate. Una coppia punta per il rifugio Duca degli Abruzzi piegando a sinistra alla prima diramazione. Altri si avviano verso la Sella di Monte Aquila dove il tracciato si dirama ulteriormente : a sinistra verso la Normale o la Cresta Ovest,dritto verso la Direttissima o il Bivacco Bafile o la Vetta Centrale. Mi avvio anch’io a passo veloce fino a raggiungere un nutrito gruppo del Cai di Verona che fa la Direttissima reduci tralaltro da un pranzo di matrimonio non ancora smaltito completamente. Mi accodo.






































Andiamo!Direzione “Sassone”,un enorme roccione posto a 2500 m. ottimo punto di riferimento per i vari percorsi. Una bella impennata che rompe il fiato e dopo un’ora e mezza dal piazzale raggiungiamo il bivio tra il sentiero attrezzato per il bivacco Bafile e la Direttissima. Notevole punto panoramico sui versanti a Nord  del Brancastello,monte Prena e Camicia,lungo la cui cresta si snoda il famosissimo e faticosissimo sentiero del “Centenario”. Dopo le foto di rito tiriamo fuori il caschetto (per chi ce l’ha)e si parte. La via è piuttosto frequentata quindi, nonostante la buona qualità complessiva della roccia, non è rara la caduta di sassi provocata dalle persone che si trovano qualche decina di metri più in alto. Anche se non è obbligatorio il casco è sicuramente consigliabile.





































Le difficoltà alpinistiche sono modeste, ma la forte esposizione potrebbe spaventare escursionisti non abituati all’arrampicata. Una volta intrapresa la salita è piuttosto complicato poi tornare indietro (arrampicare in discesa è molto più difficile che salire), quindi è consigliabile valutare bene le proprie capacità ed eventualmente farsi accompagnare da qualcuno che conosce il percorso se non ci si sente sicuri.




Alternando passaggi semplici ad altri più sostenuti ed esposti,in un’altra ora e mezza (ore 11.00) raggiungiamo la croce di vetta,già invasa da altri escursionisti giunti dalla più agevole via normale.Panorama mozzafiato in una giornata splendida. Di fronte,direzione Est,le acuminate vette del Torrione Cambi e la Centrale,conquistate l’anno scorso insieme al mitico Tommaso “Sguardoadovest”;dietro di esse l’Orientale;verso Nord troneggia il Corno Piccolo mentre all’orizzonte occhieggia il pittoresco lago di Campotosto. A Nord Nord- Ovest le tre vette piramidali del Monte Corvo,Pizzo Intermesoli e Cefalone.Chiudono a Sud,Sud-Est lo sconfinato Campo Imperatore e la catena del Prena-Camicia.




































Per la discesa impegniamo la Cresta Occidentale,molto aerea e panoramica,preferita alla meno interessante via normale. Scendiamo lungo il filo fino a ricongiungerci con il sentiero n.3 che riporta alla sella di Monte Aquila (bivio tra sentiero n.3 e n.4 incontrato durante la salita).





Non c’era modo migliore per chiudere l’estate 2013 conquistando il Re dell’Appennino lungo la sua via più bella in una splendida giornata trascorsa insieme a simpatici amici conosciuti appena la mattina. Saluto per ora il Gran Sasso e ritorno al mio amato Pollino;mi aspettano  nuove avventure,nuove fatiche,nuove sfide.

3 commenti:

andrea paccagnini ha detto...

Foto bellissime, sembra di essere sulle dolomiti, il colore tradisce. Complimenti per la prestazione fisica e la bella capacità descrittiva. So cosa vuol dire scalare e cercare fessure appena giuste per le dita e su cui fare forza per sollevarsi di un po'. Terra bella che accattiva l'orgoglio e lo spirito di avventura. Non azzardare mai.

Pollinofantastico ha detto...

Benvenuto nel mio blog e grazie dei complimenti e suggerimenti

bupa77 ha detto...

Complimenti per la tua salita al Corno Grande...sei un grande!!