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lunedì 24 marzo 2014

Monte Sirino: i"Tre dello Scazzariddo"




Splendida giornata di Lunedi 17 Marzo 2014. Per questa uscita oserei dire “invernale” contatto Mimmo che mi propone un’ascensione a Monte Sirino,vicino casa sua dunque. La cosa mi attrae visto che non sono mai andato su questa bella montagna,unico 2000 interamente in territorio lucano. 




Il gruppo montuoso in questione si trova nella parte sud occidentale della Basilicata,tra i comuni di Lauria e Lagonegro  e fa un po’ da spartiacque fra il Parco del Pollino e quello adiacente del Cilento Vallo di Diano. Il m.Papa (m.2005) ,è la più alta delle quattro cime che costituiscono il massiccio del Sirino .Le altre tre sono la De Lorenzo ,più bassa di un sol metro (m.2004), la timpa Scazzariddo ed il m.Sirino (m.1907),che deriva il suo nome dal fiume Sinni (già Siris) e che da il nome a tutto il massiccio.
L’origine del massiccio è antichissima,anteriore addirittura alla sollevazione della catena appenninica e il territorio è ricco di resti fossili appartenuti ad animali preistorici (mammouth,rinoceronti,orsi,grosse tigri e rettili ecc.)
La zona è ricca di fiumi e caratteristici laghetti .Il gruppo infatti costituisce lo spartiacque tra i bacini dei fiumi Agri e Sinni ad est e Calore e Noce ad ovest.





































Proprio da uno di questi laghi, il Laudemio (m.1525) ha inizio l’ascensione. Dopo aver parcheggiato comodamente l’auto nel piazzale antistante la seggiovia,ci avviamo verso l’ampia conca nevosa seguendo la pista da sci e tenendo sulla nostra destra i pilastri della seggiovia attraversando le ampie faggete. Ci troviamo di fronte alla base della parete nord della timpa Scazzariddo dove si dispiegano a ventaglio una serie di canali di varia natura e difficoltà.Il loro sviluppo non è eccessivamente lungo e questo ci permette di risalirne più di uno.Per la precisione saranno tre:i “Tre dello Scazzariddo”,partendo dal più facile a sinistra al più difficoltoso a destra.




Il primo è un canalino stretto incassato tra strane roccette stratificate a cubetti,sembrano dei lastroni infilati di taglio nella neve. Esso segue un andamento curvilineo verso destra fino in cresta. L’unico salto scoperto non oppone grosse difficoltà nel superarlo raggiungendo una pendenza massima di 55 gradi.
 



Dal filo di cresta discendiamo un altro canale adiacente il primo per risalire un secondo tracciato di misto che porta dritto alla cima della Timpa.Eccezionale l’effetto cromatico dato dalla foschia che  mantenendosi bassa lascia emergere le cime di una miriade di monti. Spicca verso Est la curiosa sagoma di Monte Alpi con la sua strapiombante parete Ovest.




Seguendo per un tratto il filo di cresta ci ributtiamo a valle intenti a risalire l’ultimo dei tre canali,una via di misto molto insidiosa per via delle rocce e delle zolle di erba che emergono dallo strato nevoso rendendo il percorso vario e tecnico su pendenze massime di 65 gradi. Dopo l’uscita in cresta scendiamo di dislivello puntando verso la cabina dell’arrivo della seggiovia posta al passo tra la Timpa e Monte Papa. Ne risaliamo in tal modo l’erta pendice per raggiungere la cima ammirando nel frattempo i suggestivi paesaggi.
 



Dopo circa mezz’ora eccoci sulla cima De Lorenzo,l’anticima di Monte Papa,più alto di un solo metro, un tiro di schioppo più avanti. Dalla cima , lo sguardo spazierà verso il golfo di Policastro,l’acrocoro del Pollino fino alla lontana Montea,il m.Alpi ecc.e le valli del Diano e dell’Agri con il Cervati innevato in bell’evidenza.
 




































Da ammirare le tre grandi creste di questa bella montagna,tra le quali quella dell’Imperatrice che permettono di realizzare splendidi itinerari ad anello. Sicuramente da mettere in programma.




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