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venerdì 2 maggio 2014

Finché ce n'è



















Andiamo malinconicamente ma inevitabilmente a chiudere la stagione invernale sul Pollino. Destinazione ancora una volta parete Nord di Monte Alpi per risalire uno dei suoi innumerevoli canali. Dopo la via del Corvo fatta in solitaria ad inizio Aprile, io e Pasquale  puntiamo all’ evidente canalone che si stacca subito a destra del primo. Aimè, le condizioni non sono più le stesse di venti giorni fa. C'era da aspettarselo anche se qualche giorno dopo una perturbazione aveva riportato neve in montagna e poi solo tanta pioggia e temperature alte. 




































Mentre Il canale si presentava innevato nella parte iniziale, dopo due terzi era completamente scoperto. Lo si vedeva anche dal basso. Sulla parete solo chiazze di neve residua come è solita trovarla a primavera inoltrata. Nonostante tutto, sussistevano condizioni  accettabili per calzare i ramponi e sfruttare lo sfruttabile, fin quando ce n'è. 




































Il canalone in questione è chiamato "Solco dritto"(in effetti la prima parte è una linea perfettamente dritta e lineare) fino all'uscita dal bosco quando esso si apre allargandosi. Subito dopo ,curvando a sinistra si incunea tra due strette pareti di roccia. Nel frattempo i segni della primavera che avanza inesorabilmente sono molto evidenti  e  hanno come effetto lo scioglimento del nevaio che forma buche profonde nello strato di ghiaccio e ponti di neve. 




































In questo punto ci imbattiamo nel passaggio chiave, un salto di una decina di metri che se coperto di neve o ghiaccio avrebbe all'incirca una pendenza di 60 gradi (valore soggetto sempre alle condizioni di innevamento).Completamente scoperto invece è un III grado in arrampicata. Decidiamo di risalirlo con le piccozze come se fosse ghiacciato sfruttando i ciuffi d'erba e realizzando così una progressione in "Grass - climbing". Il resto, da quota 1700 circa fino alla cresta tutto scoperto tranne una rampa di neve residua (80 m) preferita alle roccette che affrontiamo senza patemi e senza ramponi.



































Il tempo comincia a volgere al brutto e la nebbia avvolgendo il paesaggio ci permette soltanto una sporadica visione verso Monte Alpi. Raggiungiamo anche la vetta di S.Croce (1893 m.) impegnando subito dopo la cresta N-E sfruttando in tal modo un corridoio asciutto prima di innestarci nella Neviera e ritornare al punto di partenza.
 


































Affrontato in condizioni invernali, questa via sarebbe stata davvero spettacolare, molto elegante, diretta. Non ci resta che ripeterlo la prossima stagione.


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